• La Terapia Causale (non Chirurgica) della Malattia Parodontale

    La Terapia Causale (non Chirurgica) della Malattia Parodontale

    Documento Integrale sul sito: www.sidp.it (area per il pubblico).

    Cosa comprende la terapia causale?

    Il consiglio del dentista Dottor Gatti:

    • Informazione, istruzione e motivazione del paziente ad una corretta igiene orale 
quotidiana domiciliare.
    • Le istruzioni di igiene orale devono riguardare le metodiche appropriate di 
rimozione meccanica della placca batterica del cavo orale, utilizzo di spazzolino manuale o elettrico e strumenti per la pulizia delle superfici interdentali.
    • Controllo dei fattori che influenzano la progressione della malattia, quali il fumo ed il diabete.
    • Rimozione della placca batterica e del tartaro sopra-gengivale e sotto-gengivale con metodiche di detartrasi.
    • Eliminazione di fattori ritentivi di placca sopra-gengivali e sotto-gengivali, quali otturazioni e margini protesici debordanti.

     

    Lo spazzolamento dentale manuale

    L’industria del settore ha proposto nel corso degli anni numerose tipologie e design di spazzolini, sebbene non vi sia sufficiente evidenza scientifica che provi la superiorità di un tipo di spazzolino rispetto ad un altro.

    Anche la metodica manuale di spazzolamento può presentare degli effetti indesiderati caratterizzati da veri e propri traumi a carico sia dei tessuti duri che molli. Tali lesioni da spazzolamento inappropriato si manifestano clinicamente mediante abrasioni cervicali dentali e recessioni gengivali.

    Lo spazzolamento dentale mediante strumenti elettrici

    Gli spazzolini elettrici presenti oggi in commercio presentano testine a conformazione rettangolare o circolare, in grado di eseguire movimenti di tipo laterale (o avanti-indietro o side-to-side), rotatorio e rotario- oscillante, nonché a bassa ed alta frequenza. Studi clinici a breve termine hanno in particolare riportato come lo spazzolamento condotto con spazzolini elettrici a testina tonda e con movimento rotatorio-oscillante risulti essere più efficace nel rimuovere la placca e nel ridurre il sanguinamento rispetto a metodiche condotte con altri tipi di spazzolini elettrici o manuali.

    In particolare, il risultato riportato più di frequente appare quello di un’aumentata rimozione di placca in prossimità degli spazi interdentali ottenuta mediante tale metodica.

    La pulizia dentale interprossimale

    Tutti i metodi di igiene orale domiciliare considerati che hanno come obiettivo il controllo dell’accumulo di placca batterica si possono ricondurre essenzialmente allo spazzolamento ed alla pulizia interprossimale.

    Numerosi sono i metodi disponibili per la pulizia interdentale e quelli ad oggi più utilizzati sono:

    • filo interdentale,
    • nastro interdentale,
    • spazzolini (scovolini) interdentali

    Risulta chiaro che, al fine di ottenere un corretto controllo di placca a livello interdentale, il singolo soggetto può utilizzare una combinazione di più strumenti tra quelli elencati e che, in aggiunta, tale armamentario possa variare nel corso della vita dello stesso individuo a seguito del manifestarsi di eventi in grado di determinare una variazione degli stessi spazi interdentali.

    La terapia meccanica non chirurgica

    La terapia meccanica include procedure per la rimozione di placca batterica e tartaro dalle superfici dentali sopra-gengivali (detartrasi sopra-gengivale) e sotto-gengivali (detartrasi e levigatura radicolare sotto-gengivale) e per rendere lisce le superfici dentali e radicolari. Queste procedure possono essere condotte mediante l’uso di strumenti differenti, quali strumenti manuali, strumenti meccanici (sonici ed ultrasonici), strumenti rotanti e strumenti a movimento alternato.

    La detartrasi sopragengivale

    La strategia di approccio più comune per la terapia di pazienti affetti da malattie parodontali, prevede inizialmente la rimozione dei depositi di tartaro sopra-gengivali e dei restauri debordanti, per facilitare la successiva levigatura radicolare.

    La detartrasi può richiedere una o più sedute e deve essere accompagnata da adeguata istruzione e motivazione del paziente all’uso degli strumenti domiciliari per l’igiene orale.

    La detartrasi e levigatura radicolare sottogengivale

    Questa procedura, indicata per la terapia delle parodontiti, generalmente viene condotta con l’ausilio di anestesia locale. Sono spesso necessarie alcune ore di lavoro accurato (da 2 a 6 in media) per rimuovere gli agenti causali ed i fattori di ritenzione microbica.

    La detartrasi e levigatura radicolare è una procedura complessa che richiede notevole perizia ed attenzione. La difficoltà aumenta nelle tasche più profonde, in presenza di denti con forcazioni coinvolte (ad es. molari) o con forme anatomiche complesse (concavità, fessure, curvature delle superfici), di difetti ossei complessi e profondi, e nei settori posteriori della bocca.

    Antisettici orali (colluttori) nella prevenzione e nella terapia delle malattie parodontali

    La clorexidina è di gran lunga l’antisettico più studiato e più efficace per l’inibizione della placca e per la prevenzione delle gengiviti.

    Fluoruri

    La capacità di controllo della placca batterica è stata dimostrata per un prodotto che combina il fluoruro stannoso e l’amino-fluoruro stabilizzati all’interno di una soluzione acquosa.

    Il ruolo degli antibiotici sistemici nella terapia causale parodontale

    Premesso che la terapia meccanica non chirurgica rappresenta il trattamento di base delle parodontiti e che, se associata ad una efficace terapia di supporto, costituisce l’unica terapia per la maggioranza dei pazienti, la decisione (da parte del medico) di inserire all’interno del protocollo terapeutico la terapia antibiotica sistemica deve basarsi su una adeguata conoscenza scientifica e su una scrupolosa valutazione clinica.

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